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Dal 15 al 21 settembre 2026 – Randagismo, pet sitter, fauna selvatica e traffico illecito di animali: quattro notizie della settimana sulla tutela e il benessere animale.
Dopo alcune settimane di pausa torna la rassegna GEA-ODV, il nostro appuntamento dedicato ai temi della tutela e del benessere animale.
Questa settimana partiamo dall’Abruzzo, dove il TAR è intervenuto su un bando per la gestione dei cani randagi. Ci spostiamo poi in Lombardia per una proposta dedicata alla formazione dei pet sitter, in Umbria per un intervento dei Carabinieri Forestali e infine ad Ancona, dove è iniziato il processo per il trasporto illecito di trenta cani intercettati nel 2024.
Trasacco: annullato il bando per la gestione dei cani randagi
Il TAR Abruzzo ha annullato il bando del Comune di Trasacco, in provincia dell’Aquila, per l’affidamento del servizio di custodia, ricovero, mantenimento e cura dei cani randagi.
La procedura, pubblicata ad aprile, prevedeva un affidamento di cinque anni, con una base d’asta complessiva di 126 mila euro e l’aggiudicazione attraverso il criterio del massimo ribasso. Contro il bando era stato presentato un ricorso, successivamente accolto dal TAR.
Il punto contestato riguarda proprio il ricorso al prezzo più basso per scegliere chi dovrà occuparsi degli animali. Secondo quanto riferito dall’associazione ricorrente, il criterio non sarebbe adeguato a un servizio nel quale devono essere garantiti precisi standard qualitativi legati alla cura e al benessere dei cani.
È un tema che riguarda direttamente il modo in cui le amministrazioni gestiscono il randagismo: dietro un affidamento di questo tipo ci sono il ricovero, l’alimentazione, l’assistenza e la cura quotidiana degli animali.
Approfondisci: TAR Abruzzo, per i randagi di Trasacco no al massimo ribasso
Lombardia: una proposta per formare i pet sitter
In Lombardia è stata presentata una proposta di legge dedicata a chi svolge attività di pet sitting. L’idea è quella di istituire un elenco regionale volontario per rendere più facilmente individuabili operatori con una formazione specifica.
Non si tratta quindi di un albo professionale obbligatorio. Secondo quanto riportato dalla stampa, tra i requisiti previsti ci sarebbero una formazione riconosciuta, una copertura assicurativa e l’assenza di condanne definitive per reati contro gli animali.
I corsi affronterebbero diversi aspetti della gestione degli animali d’affezione: dal benessere e dall’etologia alla comunicazione, fino all’alimentazione e al primo soccorso veterinario. La proposta prende come riferimento anche l’esperienza del Piemonte, che nel 2021 ha introdotto una disciplina regionale in materia.
Per ora, è bene sottolinearlo, siamo ancora davanti a una proposta di legge: saranno quindi l’iter in Consiglio regionale e l’eventuale testo approvato a stabilire quali disposizioni entreranno effettivamente in vigore.
Approfondisci: In Lombardia la proposta per un elenco volontario dei pet sitter
Allerona: sequestrata una gabbia per catturare fauna selvatica
Durante un controllo del territorio, i Carabinieri Forestali di Allerona, in provincia di Terni, hanno trovato una gabbia predisposta per la cattura di fauna selvatica nei pressi di un ricovero per animali da cortile.
Dal ritrovamento sono partiti gli accertamenti di polizia giudiziaria che hanno portato all’individuazione dell’uomo ritenuto responsabile dell’utilizzo della gabbia. L’uomo è stato deferito all’Autorità giudiziaria per violazione della legge 157 del 1992 e il dispositivo è stato sequestrato.
La normativa vieta l’impiego di trappole e di altri congegni destinati alla cattura della fauna selvatica, considerandoli mezzi non consentiti per l’esercizio della caccia.
Come precisato dagli stessi Carabinieri, il procedimento è ancora nella fase delle indagini e, fino a un’eventuale sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.
Approfondisci: il comunicato ufficiale dell’Arma dei Carabinieri
Ancona: inizia il processo per il trasporto illecito di 30 cani
Il 15 settembre si è aperto davanti al Tribunale di Ancona il processo che riguarda trenta cani intercettati al porto nel febbraio 2024. I due imputati devono rispondere, secondo quanto riportato dalle cronache, di traffico illecito di animali da compagnia e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura. Il processo è appena iniziato e non c’è quindi, al momento, alcuna pronuncia di condanna.
Quando il veicolo fu fermato, all’interno vennero trovati ventuno cuccioli di meno di novanta giorni sistemati in tre trasportini e nove cani adulti di piccola taglia in un unico box. I cuccioli erano privi di microchip e della documentazione necessaria; i nove adulti erano invece identificati con microchip, ma la documentazione sanitaria risultava incompleta.
Il mezzo proveniva dalla Turchia ed era stato controllato ad Ancona dopo lo sbarco da una nave arrivata dalla Grecia. Gli animali furono visitati, sequestrati e successivamente affidati a una struttura della provincia.
Nella rassegna del 26 agosto avevamo parlato delle nuove norme europee sul benessere e sulla tracciabilità di cani e gatti. La vicenda di Ancona è precedente a quelle norme e non va quindi collegata sul piano giuridico al nuovo regolamento, ma aiuta a capire concretamente perché identificazione, documentazione e possibilità di ricostruire la provenienza degli animali siano elementi importanti nel contrasto ai traffici illeciti.
Approfondisci: Si apre il processo sul trasporto illecito dei 30 cani
Perché questa rassegna
Le notizie sono il punto di partenza, non quello di arrivo. Una proposta può diventare una legge, un caso locale sembrare una regola nazionale, un titolo raccontare più dell’atto da cui nasce. Per questo GEA-ODV prova a risalire alle fonti, verificare i fatti e restituirli nel loro contesto.
Nota: la rassegna raccoglie e sintetizza notizie pubblicate da fonti istituzionali e testate giornalistiche. I riferimenti normativi e giudiziari sono riportati a scopo informativo e sulla base delle informazioni disponibili alla data di pubblicazione. Nei procedimenti penali citati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Fonti consultate: Arma dei Carabinieri e testate giornalistiche indicate nei singoli approfondimenti.


