Cane sul terrazzino: quando si rischia una sanzione o una denuncia
Lasciare un cane sul balcone non costituisce automaticamente una violazione: occorre valutare le condizioni di detenzione e quanto previsto dai regolamenti comunali e dal Codice penale.
Soprattutto in questi mesi estivi, molte famiglie pensano che il balcone sia un luogo adeguato al proprio cane durante le ore di lavoro o le uscite più lunghe, a prescindere dalle condizioni meteo, senza considerare gli obblighi attinenti alle esigenze dello stesso.
Occorre precisare che la situazione va valutata nel dettaglio al fine di verificare violazioni ai regolamenti o al c.p.
I regolamenti comunali molto spesso non prevedono divieti specifici, con i quali si imponga ai proprietari di lasciare sempre la possibilità all’animale di rientrare nell’abitazione.
Solo dove esiste la norma comunale, è vietato lasciare il cane rinchiuso in un terrazzo, comportando una sanzione amministrativa.
Nel caso fosse accertata la presenza di una cuccia, magari coibentata, dell’acqua e del cibo, nei comuni in cui non esiste norma che lo vieti espressamente, non esiste automaticamente una violazione né possibilità d’intervento, per quanto possa dispiacere.
Altra situazione, che può invece configurare una violazione dell’art. 727, comma 2 c.p. o, nei casi più gravi, il maltrattamento (art. 544-ter c.p.), è quella relativa al modo in cui un cane è segregato, per quanto tempo, se è presente una cuccia, se è presente almeno la ciotola dell’acqua.
L’assenza dell’acqua o di un riparo, documentata dalla sola fotografia o da un filmato di pochi minuti, non può comprovare che il cane sia lasciato in quella situazione procurando patimenti. Occorre pertanto che la segnalazione precisi che la segregazione sia lunga e costante.
La detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze comporta la denuncia all’A.G., ma è evidente che per farlo occorrono elementi certi.
Una segnalazione anonima può consentire di accertare direttamente una violazione, ad esempio un animale detenuto a catena. Quando invece occorre documentare il perdurare della situazione, è necessaria la testimonianza sottoscritta di chi possa confermarla nel tempo. A prescindere dalle norme, dovrebbe sempre essere risoluta la responsabilità di chi decide di condividere la propria vita con un animale domestico, con il rispetto dovuto ad un essere vivente.
Per conoscere nel dettaglio le norme che tutelano gli animali niente di meglio che frequentare i nostri corsi per guardie zoofile con la qualifica di Polizia Giudiziaria.
Senza preparazione e conoscenza gli animali non si difendono e si rischia seriamente di trovarsi denunciati per abusi o violenza privata.
ROMA 11/08/2026
Il Presidente Nazionale GEA-ODV
Nicodemo de Franco


