Nuova certificazione delle competenze nel volontariato: crediti universitari, curriculum e concorsi pubblici
Certificazione volontariato 2025: la certificazione volontariato rappresenta una svolta per studenti e cittadini impegnati nel Terzo Settore. Grazie alla normativa, le ore dedicate alle associazioni possono essere trasformate in crediti universitari, arricchire il curriculum e avere valore nei concorsi pubblici.

Foto di Jeremy Bishop su Unsplash
La certificazione volontariato 2025 è una novità importante per studenti e cittadini che dedicano tempo al Terzo Settore. Grazie alla nuova normativa, le ore di volontariato possono essere trasformate in crediti universitari, titoli validi per il curriculum e perfino come punteggio nei concorsi pubblici.
Cos’è la certificazione volontariato
La certificazione volontariato è un documento ufficiale che attesta le competenze acquisite grazie all’attività presso un’associazione iscritta al RUNTS. Introdotta con il Decreto Ministeriale del 9 luglio 2024, rappresenta un passo avanti nel riconoscimento del valore del volontariato.
Come ottenere la certificazione volontariato
- Almeno 60 ore di volontariato all’anno presso un Ente del Terzo Settore;
- un progetto formativo con tutoraggio;
- la partecipazione ad almeno il 75% delle attività previste.
Completati i requisiti, l’associazione rilascia la certificazione volontariato, valida per essere presentata a università, datori di lavoro e pubbliche amministrazioni.
Vantaggi della certificazione volontariato
Grazie a questo strumento, il volontariato non è più solo un’esperienza personale, ma diventa un titolo spendibile:
- nei percorsi universitari, con riconoscimento di CFU;
- nel curriculum professionale, come formazione non formale;
- nei concorsi pubblici, dove la certificazione può essere valutata come punteggio.
Si tratta quindi di un’occasione concreta per chi desidera unire impegno sociale e crescita personale.
Certificazione volontariato: un’opportunità per il futuro
Con la certificazione volontariato, migliaia di studenti e cittadini possono finalmente vedere riconosciuto il proprio impegno. Le università hanno già iniziato a predisporre regolamenti interni per attribuire i CFU, e nei prossimi mesi la misura sarà pienamente operativa anche nei concorsi pubblici.
Se vuoi approfondire altri temi legati al mondo del volontariato, leggi anche il nostro articolo su animali domestici e ruolo sociale.
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FAQ sulla certificazione volontariato
Quante ore servono per la certificazione volontariato?
Servono almeno 60 ore all’anno presso un Ente del Terzo Settore.
La certificazione volontariato dà crediti universitari?
Sì, gli atenei possono riconoscere i CFU in base ai regolamenti interni.
Vale anche per i concorsi pubblici?
Sì, la certificazione può essere valutata come titolo aggiuntivo nei concorsi, se previsto dal bando.
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